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Intervista a Valeria Nicole Weithaler (4 B ITET): “la mia esperienza di anno scolastico negli Stati Uniti d’America”

  • Quali ragioni ti hanno spinto ad intraprendere questa esperienza di studio all’estero?

Le ragioni che mi hanno spinta ad intraprendere questo percorso sono diverse. Innanzitutto, fin da piccola ho avuto la fortuna di poter conoscere due culture diverse data la mia doppia nazionalità e l’idea di conoscerne una terza e di viverla a pieno mi ha sempre incuriosita molto: scoprirne i tratti comuni e cosa invece cambia. 

Sperimentare un nuovo sistema scolastico e vedere se le priorità sono le stesse. Ovviamente un altro motivo è quello di cimentarmi a 360 gradi nella lingua inglese ed apprenderla nel migliore dei modi. 

Creare delle nuove amicizie con persone provenienti da tutto il mondo.
Un altro motivo che mi ha spinto a partire è l’idea di diventare più indipendente e di uscire dalla mia comfort zone e quindi crescere. 

Infine poter provare esperienze memorabili che in Italia non avrei mai avuto la possibilità di vivere non ha davvero prezzo. 

  • Ci racconti la tua destinazione, la sistemazione prescelta, l’ambiente familiare che ti sta ospitando?

Mi trovo in un paesino di circa 6000 abitanti chiamato Belding, in Michigan e vivo soltanto con una mamma ospitante. 

Il posto non offre molte attività, infatti per qualsiasi cosa bisogna spostarsi  in macchina nel paese più vicino. 

La realtà è molto diversa da quella italiana e talvolta mi sta un po’ stretta, ma bisogna abituarcisi.  

Quando si pensa al Michigan si pensa al freddo e alla natura e posso confermare che sono due elementi molto presenti. 

Parimenti offre paesaggi mozzafiato e 4 stagioni ben definite, di modo da renderle uniche e molto accattivanti.

  • Quale scuola stai frequentando?

Frequento la Belding High School, la scuola superiore pubblica del paese.

  • In cosa si differenzia rispetto alla tua scuola di origine ed, in generale, ad un istituto italiano?

La scuola qui è diversa da quella italiana su molti aspetti. 

Innanzitutto è molto incentrata sulle diverse attività, in particolare sullo sport. Questo programma coinvolge tutta la comunità, che partecipa attivamente e supporta la propria squadra. 

Gli sport e i vari club si svolgono proprio a scuola, ogni attività ha la propria aula o campo, e sono davvero tantissime. 

A proposito di aule, ogni professore ha la propria, che può decorare come vuole. Gli studenti hanno bisogno di un certo numero di crediti per potersi diplomare, ma come gestirli e come scegliere le classi è una scelta personale. 

Ci sono un sacco di discipline interessanti ed originali come criminologia, manutenzione, broadcasting, storia dei parchi americani ecc… 

Sono solitamente insegnate in maniera  più semplice, a volte fin troppo.

Il rapporto con gli insegnanti è molto più confidenziale e gli stessi organizzano molte iniziative per la salute mentale degli studenti. 

L’orario scolastico  non è settimanale come in Italia, ma giornaliero.

L’anno scolastico non è suddiviso in due quadrimestri, ma in quattro quarti e in ognuno si cambiano tutte le materie. 

Oltre a ciò, la scuola organizza anche donazioni di sangue che si possono fare sul posto, i famosi balli scolastici super curati e le spirit week, ovvero settimane in cui ogni giorno ci si veste a tema.

  • Come sono i tuoi compagni di classe? Quali sono le relazioni più importanti che hai instaurato fino a questo momento?

I compagni di classe non sono uniti come potrebbe essere in una classe in Italia, perché invece di stare insieme per tutta la giornata in un intero anno scolastico, sono consapevoli di fare gruppo per una sola ora al giorno per 9 settimane. 

In generale io mi sto trovando molto bene. 

I compagni americani generalmente non fanno il primo passo, ma una volta che lo faccio io sono molto disponibili e curiosi di conoscere me e la mia cultura.

  • Come si sviluppa una tua giornata tipo?

Nella mia giornata tipo mi sveglio alle 6:20 e alle 7 lascio casa per dirigermi a scuola dove le lezioni iniziano alle 7:25 e terminano alle 14:30. 

In mezzo ho una pausa pranzo di 30 minuti. 

Dopodiché torno a casa o vado a casa di qualche amica fino alle 17:15. 

Alle 17:30 torno a scuola per l’allenamento di basket dalle 17:45 alle 20. 

Al termine torno a casa, mi lavo e ceno. 

Poi solitamente guardo la TV con la mia host mum. Solitamente nei weekend esco con i miei amici o faccio qualcosa in famiglia. 

Nella stagione precedente avevo allenamento di cheerleading alle 15 e verso le 18 c’erano le partite dei vari sport della scuola (pallavolo, football, calcio…) a cui noi ragazzi andavamo a fare il tifo per poi cogliere l’occasione di cenare fuori tra amici.

  • Come è cambiata la tua vita in questi mesi fuori dalla tua “comfort zone”?

In questi pochi mesi via da casa ho imparato un sacco di cose, dalle più piccole alle piu’ grandi. Mi vedo molto più matura, più consapevole delle mie forze e più capace di affrontare situazioni che prima mi avrebbero messo a disagio.

  • Cosa ti sta dando questa esperienza in termini di crescita personale?

Questa esperienza ti mette di fronte a nuove situazioni da affrontare. 

Quando decidi di partire la destinazione è sconosciuta, così come le persone che faranno parte dell’esperienza. 

In questi primi mesi ho dovuto affrontare diverse situazioni che se fossi rimasta in Italia non mi sarebbero mai capitate. Ho imparato ad essere più indipendente, a badare a me stessa e a convivere con persone/esperienze/ambienti che non sarebbero la mia prima scelta.

  • Hai già avuto modo di visitare il Paese dove ti trovi?

Per il momento sono stata sulle rive del Lake Michigan, ho visto una parte di Detroit e di un’altra cittadina importante dello Stato, ma c’è ancora molto da visitare e non vedo l’ora di poterlo fare

  • Qual è stato il momento più bello ed emozionante che hai vissuto finora?

I momenti più emozionanti del mio percorso sono stati la mia prima partita di football della scuola, per l’atmosfera adrenalinica e il tifo della sezione studentesca.

 La partita di football professionistico a cui sono stata, perchè andare allo stadio, vedere i tifosi ed esserne parte è qualcosa di speciale.

Infine il ballo della scuola, con i preparativi, le foto, la cena in un fast food indossando vestiti eleganti, la musica e il divertimento con gli amici: tutto questo è indimenticabile.

  • Ci sono state anche delle situazioni difficili da affrontare?

I momenti difficili capitano. Alcune delle situazioni più complicate da affrontare per me sono state la nostalgia e le incomprensioni con la famiglia ospitante. 

Per la nostalgia il segreto è tenersi occupati il più possibile e per evitare discussioni in famiglia bisogna comunicare molto e in modo chiaro. 

  • Stai mantenendo i contatti con Gardascuola e i tuoi compagni di classe?

Con Gardascuola sto cercando di mantenere più contatti possibili. 

Con alcune compagne mi sento spesso e mi tengono aggiornata su tutto. 

Per quanto riguarda i professori, ogni tanto controllo Google Classroom e ciò che c’è di nuovo per evitare di tornare in Italia ed essere troppo indietro con il programma. 

  • Le nuove tecnologie ti stanno aiutando in tal senso?

Le nuove tecnologie mi stanno indubbiamente aiutando a sentirmi meno sola e meno lontana da casa, mi permettono di sentire regolarmente i miei amici e la mia famiglia.  

Mi aiutano anche a tenermi aggiornata con il programma italiano e a comunicare con i professori. 

  • Che messaggio ti senti di lanciare a tutti i ragazzi interessati in futuro ad un progetto di studio all’estero?

A tutti coloro interessati ad intraprendere un progetto del genere dico che sicuramente ci saranno dei momenti di difficoltà, ma ne vale assolutamente la pena. 

É qualcosa di irripetibile e che verrà ricordato per sempre. 

Qualcosa che vi farà crescere moltissimo e vi sarà utile sotto tutti i punti di vista: sia lavorativo, ma soprattutto per le esperienze e l’arricchimento personali.

  • Quali sono i tuoi programmi nei prossimi mesi?

Come obiettivo per i prossimi mesi ho quello di immergermi completamente nella cultura statunitense. 

Sono curiosa di vivere l’atmosfera natalizia e vedere come viene celebrato Natale qui. 

Per la stagione invernale farò parte della squadra di basket e per quella primaverile di quella di calcio o di softball.

 Voglio anche andare a vedere una partita professionistica di hockey, di baseball e di basket. Sono molto felice ed eccitata di vivere pienamente quello che mi aspetta.

  • Quali altri progetti di studio ti piacerebbe intraprendere in futuro? 

Ho sempre pensato che dopo le superiori avrei continuato il mio percorso studiando economia e commercio, ma quest’esperienza mi sta dando l’opportunità di mettere in dubbio le mie scelte per il futuro e di prendere in considerazione anche altre prospettive.

Grazie Valeria Nicole per questa testimonianza. Un grande “in bocca al lupo” per l’esperienza di studio all’estero.

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